Saracena

C’era una volta…

un villaggio chiamato Sestio, fondato dagli Enotri nella prima età del Bronzo Medio, che sorgeva di fronte all’attuale Saracena, sulla collina di Citavetere. Conquistato dai Saraceni nel 900 d.C, fu distrutto da un esercito imperiale di Costantinopoli che voleva liberarlo dalla dominazione araba. Gli antichi narrano che la donna regnante sul villaggio portasse il nome di Sara e sfuggì all’assalto bizantino, avvolta in un lenzuolo, nuda e scapigliata, così come appare nello stemma comunale. I pochi abitanti superstiti, riparandosi sulla sponda opposta del fiume Garga, fondarono la nuova città intorno ad un castello che sorgeva di fronte all’antica Sestio. L’odierna Saracena risale con molta probabilità al 900 d.C., quando in questa parte della Calabria si insediarono i Saraceni. Qui costruirono case e interi villaggi che, ancora oggi, si riconoscono nel complesso groviglio di viuzze che compongono il centro storico della cittadina.

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Il nuovo borgo nato intorno al castello fu cinto di mura e fortificato con quattro porte: Porta del Vaglio, Porta San Pietro, Porta Nuova e Porta dello Scarano. Nel IX e nel X secolo Saracena fu controllata dai Bizantini e vittima di continue scorrerie da parte dei Saraceni.  Nella seconda metà dell’XI secolo, in seguito all’arrivo dei Normanni, divenne dominio feudale e rimase tale fino al 1806, anno in cui furono emanate le leggi eversive della feudalità. Durante gli anni del Risorgimento Saracena fu particolarmente attiva sul fronte patriottico ed antiborbonico, tanto da ottenere il titolo di ‘Città Garibaldina’. Saracena, oggi, è uno dei paesi più belli del Parco Nazionale del Pollino grazie a tutto il verde che la circonda, al grande patrimonio storico-artistico e archeologico e alla sua tradizione enogastronomica, frutto di tante culture e saperi.