Cultura e tradizioni

Il territorio di Saracena è ricco di storia, arte e cultura.

Numerose e affascinanti le testimonianze archeologiche, artistiche e architettoniche da scoprire che ci rivelano l’identità e il ricco passato della sua comunità.

Archeologia

Le antichissime origini dei primi insediamenti umani nel territorio di Saracena sono documentate dalle varie campagne di scavo condotte nella Grotta di San Michele Arcangelo: ampia cavità carsica sita nell’alta valle del Garga, a strapiombo sul fiume, di fronte all’attuale abitato di Saracena, frequentata ininterrottamente dal Neolitico antico alla media età del Bronzo.

L’importanza del sito consiste proprio nella straordinaria chiarezza del suo deposito stratificato che ci rivela le principali epoche che articolano la Preistoria della Calabria.

La Grotta è un sito-chiave per lo studio e la ricostruzione del popolamento preistorico nella valle del Garga e nella Sibaritide, a partire dall’arrivo dei primi coloni neolitici in Italia meridionale fino allo sviluppo delle civiltà più avanzate dell’età del Bronzo.

È una piccola cavità di origine carsica utilizzata come “santuario di frontiera” degli Achei di Sibari tra il VII e il VI a.C.

Il suo utilizzo per scopi cultuali è documentato dalla notevole quantità di reperti ceramici di importazione corinzia o di produzione coloniale, rinvenuta soprattutto lungo i margini di un focolare e a ridosso delle pareti della Grotta.

Il recupero di alcuni vasi miniaturistici ha permesso di ipotizzare che la cavità accogliesse offerte votive per le divinità, probabilmente per quelle delle acque, data la presenza di numerose sorgenti in prossimità del luogo.

L’abbandono della Grotta nel VI secolo a.C. è da collegare alla disfatta di Sibari ad opera dei Crotoniati nel 510 a.C.

L’altura rocciosa di Citavetere, indicata dagli storici come il luogo su cui sarebbe sorta la città enotria di Sestio, presenta caratteristiche morfologiche proprie dei siti protostorici della Sibaritide. Infatti, la sua posizione dominante sulla valle del fiume Garga e la presenza di difese naturali costituite da versanti fortemente scoscesi ne fanno un tipico insediamento di sommità di una comunità dell’età del Bronzo medio (1800/1700 a.C.).

Storia dell'arte

Antichissima chiesa ubicata nel più antico rione di Saracena. Il suo nome, dal greco “ton armon” (“grotta”), trae origine dalle cavità naturali che la circondano. Tra le diverse opere d’arte presenti al suo interno assume particolare rilievo l’affresco raffigurante la Madonna allattante con il Bambino Gesù.

È una delle più antiche chiese dall’area del Parco del Pollino. Sita nel cuore del centro storico,  fu stata fondata nel periodo della dominazione bizantina, a cavallo dell’anno mille.

L’interno della chiesa, a tre navate, è ricco di opere d’arte. Di particolare pregio è il maestoso soffitto a cassettoni lignei intagliati e indorati della navata centrale realizzato nel XVII secolo.

Attiguo alla sacrestia si trova il Museo di Arte Sacra in cui è esposto il vasto patrimonio storico-artistico e archivistico di Saracena.

Chiesa Madre di Saracena, originariamente dedicata a Santa Caterina d’Alessandria e consacrata nel XIII secolo a San Leone il Taumaturgo. L’interno, modificato più volte nel corso degli anni, è suddiviso in tre navate ed è in stile barocco, ma la struttura architettonica custodisce le tracce del periodo romanico-gotico nel campanile a pianta esagonale con trifore romaniche.

Tante le opere d’arte di notevole valore artistico che si possono ammirare al suo interno.

Il Convento dei Cappuccini fu fondato nel 1588 ai piedi del paese. Proprio per la sua particolare ubicazione divenne un importante luogo di noviziato e di studi. Abbandonato definitivamente nel 1915 per mancanza di frati, oggi è allo stato di rudere.

Situato nel cuore del centro storico, questo monumentale Palazzo nobiliare appartenuto all’aristocratica famiglia dei Mastromarchi, oggi è sede della Pinacoteca Comunale “Andrea Alfano”. Raccoglie al suo interno una delle più importanti collezioni d’arte del ‘900 dell’intero Meridione: circa 236 opere di pittura, grafica e scultura. Spiccano capolavori di celebri artisti, quali Renato Guttuso, Giulio Turcato, Emilio Greco e Renzo Vespignani. Attualmente la Pinacoteca ospita anche la biblioteca civica del comune di Saracena.

Edificio dalla struttura semplice ma originale di recente costruzione. Uno spazio aperto a tutti all’interno del centro storico che ospita manifestazioni culturali, spettacoli teatrali e musicali, convegni e proiezioni cinematografiche.

Eventi

La festa più attesa dalla comunità è quella in onore del Santo Patrono che si ripete da secoli due volte l’anno, il 20 febbraio e la seconda domenica di agosto.

I festeggiamenti che attirano più turisti sono quelli di febbraio, i quali uniscono credenze popolari pagane e tradizione religiosa cristiana. Si inizia con i preparativi la sera della vigilia, il 19 febbraio, durante la quale si tiene una allegra e suggestiva fiaccolata tra le strade del borgo animata da canti e balli popolari, strumenti musicali tradizionali e continue lodi al Protettore.

Dopo la fiaccolata nei vari rioni si accendono i fucarazz’, grandi falò intorno ai quali si continua a ballare, degustando buon cibo e offrendo piatti e specialità locali a tutti i visitatori.

I festeggiamenti si concludono il 20 febbraio, giorno in cui il Santo è onorato con le funzioni prettamente religiose.